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King George Berlino, un salto al sexybar “all you can fuck” a 99 euro

Redazione

Sesso e free bar per soli 99 euro: il nuovo paradiso per chi ama il turismo sessuale

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La Germania è diventata una delle mete preferite per chi ama il turismo sessuale. La prostituzione è stata legalizzata una decina di anni fa, quindi le stesse ragazze sono sottoposte a continui controlli medici e devono pagare le tasse. Anche la grande e potente Germania ha però dovuto fare i conti con la crisi, che se non ha colpito direttamente i tedeschi ha comunque influito sul turismo ed in modo particolare sul turismo sessuale.

Ecco così che sono nati i cosiddetti bordelli “all you can fuck”. La metodologia è la stessa dei ristoranti “all you can eat”: paghi una cifra fissa e mangi tutto ciò che vuoi. Nei bordelli paghi una quota fissa e…insomma, avete capito.

Ci sono diversi sexybar e bordelli a Berlino dove poter andare a rimorchiare, uno di questi è il “King George“. E’ un locale che ha sposato il motto “all you can fuck”, quindi per capire meglio come funziona sono andato direttamente sul posto per “stare sul pezzo”. L’ingresso è di 99 euro, il “King George” apre alle 16 e chiude alle 3. In alternativa a 49 euro si può entrare per un’ora. In questa tariffa hai a disposizione cocktail free bar, rapporti convenzionali con le ragazze a tua scelta e massaggi erotici. Se sei in cerca di qualche altro tipo di rapporto devi pagare un extra. Mi hanno anche suggerito il programma di tutta la settimana: per chi proprio non si accontenta di una sola ragazza il lunedì, il mercoledì ed il venerdì dalle 11 alle 15 sono organizzate delle feste gang bang con tre donne a tua disposizione.

Il nostro tour al “King George” e le nostre impressioni

Tanto per cominciare prendo un “quattro bianchi” al bar, piuttosto annacquato a dire la verità. Purtroppo anche gli altri cocktail non soddisfano il mio palato da bevitore. Mi guardo un po’ in giro, ci sono ragazze che si strusciano sui pali della lap dance e che organizzano degli spettacoli di burlesque un po’ svogliate. Alcune sono piuttosto carine, altre…sono simpatiche. Insieme al mio compagno di viaggio chiacchiero con qualcuna, in modo particolare sono attratto da una rumena. Il mio intento è fare un’intervista a una di queste ragazze per capire come funzionano le case chiuse a Berlino ma anche l’occhio vuole la sua parte. Scelgo così questa rumena graziosa e dai modi gentili e saliamo in camera.

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Intervista ad una ragazza del “King George”

Arrivati nella stanza noto che il posto è piuttosto squallido e l’igiene non è il massimo. La situazione è imbarazzante, mi sento un po’ come una “Iena” infiltrata che sta facendo un servizio con le telecamere nascoste. Telecamere non ne ho, ma quando la ragazza inizia a togliersi quei pochi vestiti che ha le spiego che in realtà sto facendo un servizio giornalistico sul “King George”. All’inizio è nervosa e la prende male, poi si calma e decide di spiegarmi le cose che non sono tutte rose e fiori come possono sembrare. La giovane rumena, che non ha voluto dire il suo nome per ovvi motivi, spiega come è diventata prostituta:

È un lavoro come un altro, anzi se vogliamo è il mestiere più antico del mondo. Molte ragazze dell’Est, come me, vengono in Germania nella speranza di trovare lavoro. Mettiamo anche in conto di iniziare la “carriera” di prostitute. Le escort di professione sono indipendenti e vivono meglio di noi. Le escort tedesche sono molto più care delle prostitute che vengono dall’Est. Abbiamo vitto e alloggio e talvolta riusciamo a mandare qualche soldo a casa. Non è il massimo ma meglio di niente.

Quando le chiedo come funzionano le tasse preferisce non rispondere, facendomi capire che se le escort di lusso le pagano i gestori di questi locali hanno le loro tresche ed i loro intrallazzi.

Con la metologia “all you can fuck” capitano alcune serate in cui siamo molto stanche. Ma cerchiamo sempre di soddisfare i nostri clienti anche per avere una mancia extra. E se chiedono qualcosa in più del rapporto convenzionale li accontentiamo. Basta che paghino un piccolo sovrapprezzo.

Finita l’intervista la saluto, scendo, raccatto il mio compagno che sta bevendo l’ennesimo cocktail annacquato e ce ne andiamo. Il “King George” non sarà quell’harem e quel paradiso del turismo sessuale che avevo immaginato, ma sicuramente ha qualcosa da offrire per chi è alla ricerca di qualcosa di diverso.

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