advertisement

Monastero di Bose: accoglienza monastica tra paesaggi mozzafiato

Luca

Se il vostro desiderio è quello di fare un viaggio alternativo, non potete perdervi l’occasione di entrare nel Monastero di Bose, un luogo dove vivere pienamente la vita monastica e la pace che solo in posti simili è possibile trovare.

advertisement
Monastero di Bose: accoglienza monastica tra paesaggi mozzafiato

Oggi più che mai abbiamo bisogno di riportare energia e positività nelle nostre vite tra lavoro, studio e impegni vari che minano anche alla nostra salute con il carico di stress che portano con sé. E allora, perché non partire per una bella settimana al Monastero? Tra tutti gli altri, uno in particolare e davvero “a misura di ragazzo” e non solo è il Monastero di Bose, piccola località nei pressi di Magnano in provincia di Biella, in mezzo a paesaggi mozzafiato, collinari e montuosi.

LEGGI ANCHE: Castelli in Piemonte

A chi è indicato

Perché questo viaggio è indicato per giovani dai 18 ai 30 anni? Perché nel periodo estivo e non, basta mettersi d’accordo con i monaci che lì vivono, ragazzi di tutte le età e di tutta Italia (e non solo) vivono anno per anno l’esperienza dei “campi lavoro”, ovvero settimane totalmente immerse nello spirito monastico, in cui per capire al meglio cosa significhi vivere in una Comunità, si possono affiancare i monaci nelle loro abituali attività, come il mantenimento dell’orto e del frutteto, la pulizia degli ambienti comuni o la realizzazione di marmellate. Il tutto viene scandito da momenti facoltativi di preghiera che iniziano all’alba e terminano prima di cena.

Le giornate al Monastero

Colazioni, pranzi e cene sono condivisi insieme con gli altri ospiti e con alcuni degli stessi monaci che si impegnano nel dialogo con le persone che trovano alla loro tavola.

Tra gli altri momenti di condivisione, molto interessante e curioso è il pranzo, totalmente in assenza di parola, durante il quale è possibile sperimentare la pratica monastica del silenzio aiutati da un sottofondo costante di musica classica.

Il cibo che si può degustare in questo posto è il massimo che si possa chiedere, principalmente derivante da tutti i prodotti della terra che gli stessi monaci, aiutati dai giovani dei “campi lavoro” curano con grande devozione.

I pomeriggi sono liberi e c’è la possibilità di partecipare alla Lectio Divina giornaliera tenuta da uno degli appartenenti alla Comunità Monastica di Bose o da sacerdoti ad essa legati. Sono incontri estremamente interessanti e di crescita per credenti e non.

advertisement

Le ore libere possono essere impiegate in tantissimi modi grazie alla posizione in piena natura della struttura. Dal Monastero infatti partono molti percorsi percorribili a piedi che gli stessi monaci fanno conoscere ai visitatori e che portano l’escursionista a visitare piccole perle quasi sconosciute che aiutano la mente e il corpo a rilassarsi. Tra gli altri, si ricordano un percorso facile e molto breve che collega il Monastero ad un importante Chiesa di Età Romanica e un altro completamente immerso nella natura per arrivare ai resti dell’Oratorio di San Grato. Una visita da fare è sicuramente quella a cui si può arrivare attraversando un piccolo bosco o passando per la strada asfaltata, che collega la Comunità al Ricetto di Magnano, piccolo borgo medievale ben conservato e importante punto panoramico.

Descrivere un viaggio di questo tipo non è semplice e soprattutto non è mai esaustivo perché porta al viaggiatore una ricchezza immensa che, si spera, potrà poi riportare nella vita di tutti i giorni, per poter vivere in modo nuovo con meno negatività e facendo fruttare l’energia che soltanto posti simili riescono a dare.

Come arrivare

Per arrivare al monastero di Bose si consiglia di munirsi di automobile per la miglior facilità nel raggiungere il posto. Se non avete un auto e state partendo da soli, non vi preoccupate, i monaci vi metteranno in contatto, se ci sono, con altri ragazzi provenienti dalla vostra stessa zona, in modo da poter condividere il viaggio insieme.

L’alternativa è ovviamente quella di spostarsi con i mezzi pubblici. Per chi arriva da più lontano il treno è il mezzo migliore. Si consiglia di arrivare fino a Milano Centrale per poi prendere un ulteriore treno per Santhià. Qui di solito qualcuno di strada può darvi un passaggio, il tutto sempre attraverso la mediazione e i consigli dei monaci. In alternativa è possibile utilizzare i mezzi pubblici.

L’ultimo consiglio se volete vivere un’esperienza simile in modo totale è quello di partire da soli, con uno zaino in spalla, pronti all’avventura e curiosi di incamerare più emozioni possibili.

Galleria fotografica


advertisement