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Yakutsk Siberia, come si vive nella luogo più freddo del mondo

Redazione

Viaggio a Yakutsk, la città più fredda del mondo alla ricerca di oro e diamanti

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Ho sempre avuto uno spirito avventuriero e ho sempre sognato di visitare il mondo, dalle grandi capitali europee agli angoli più nascosti e reconditi del globo terrestre. Purtroppo per farlo non basta una vita, e nemmeno i soldi che ho… Tuttavia con un po’ di sana economia e trovando le giuste offerte è possibile levarsi qualche sfizio. Girovagando nel “mare magnum” di Internet ho trovato un posto ai limiti umani, Yakutsk.

E’ una città della Russia, a nord-est della Siberia, dove la temperatura in inverno raggiunge picchi massimi di -50 gradi, e a gennaio in media si registrano -40 gradi. Inoltre ho scoperto che sotto la terra ghiacciata la città è ricca di oro, diamanti e minerali preziosi. Dal 1800 è infatti meta di molti pionieri e ricercatori d’oro.

Uno scorcio della Yakutia, regione dove sorge Yakutsk

Uno scorcio della Yakutia, regione dove sorge Yakutsk (Foto Flickr- Maarten Takens)

Così mi si accese la lampadina ed è nata la folle idea: andare a Yakutsk a sfidare il freddo, scoprire come vivono lì e magari tornarsene con qualche diamante in tasca. Ma a parte “dasvidania” e “perestroika”, non conosco alcuna parola russa. Così contatto il mio fido amico Andrea, che ha studiato lingue e parla abbastanza bene il russo. Mi dice che è una follia, ma dopo una lunga opera di convincimento e contrattazioni varie lo costringo praticamente a dire sì.

Siamo pronti alla partenza, ci sentiamo un po’ come Totò e Peppino in viaggio per Milano, con la differenza che quando atterriamo all’aeroporto di Yakutsk il freddo non è reale… di più! Con un taxi raggiungiamo il nostro albergo, ultrariscaldato. Non vorremmo uscire, ma non abbiamo fatto centinaia e centinaia di chilometri per starcene chiusi in un albergo di Yakutsk! Ci vestiamo di tutto quello che possiamo: scarponi da neve, calzamaglia, doppi guanti, cappottoni pesanti e colbacco. Non basteranno, il freddo penetra nei vestiti e fin dentro le ossa.

Con una cartina cerchiamo di capire dove possiamo trovare questi giacimenti di diamanti, manco fosse una ricerca dell’oro, e ci rechiamo sul posto. Arrivati lì capiamo subito che tira una brutta aria. Troppo semplice l’idea di andare in Russia a razziare oro, argento, diamanti e minerali preziosi. Un vecchio russo con più vodka che sangue nelle vene ci fa capire che non possiamo stare lì.

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Ci allontaniamo e proviamo da un’altra parte, ma l’intera zona è controllata. A malincuore dobbiamo abbandonare la caccia al “tesoro”, ma a quel punto tanto vale dare un’occhiata alla città per capire come fanno a vivere a -50 gradi questo 250mila anime sperse in questo luogo inabitabile.

Barca intrappolata nel fiume Lena ghiacciato (Foto Flickr- Maarten Takens)

Barca intrappolata nel fiume Lena ghiacciato (Foto Flickr- Maarten Takens)

Girando per la città scopriamo che in realtà le strade percorribili sono due, dai nomi poco raccomandabili: la “via delle ossa” e la “via del fango”. La prima è una strada di circa 1200 miglia dove i camionisti viaggiano sempre con due mezzi, come ci spiega un abitante del posto. Se uno si ferma (cosa probabile considerando il grande freddo), si prosegue con l’altro.

La seconda si chiama così perché quando piove diventa una poltiglia di fango impraticabile. Arriviamo alla piazza Lenin, tutto è completamente innevato. Nella nebbia intravediamo gli abitanti imbacuccati nei loro abiti, che sembrano fantasmi che si muovono frettolosamente senza una meta.

Dobbiamo fare una piccola sosta, la pelle si sta arrossando, il viso sta diventando insensibile e anche le dita. Entriamo in un bar e ordiniamo due vodka, poi altre due. Le buttiamo giù come fossero acqua fresca. Il barista ce le versa neanche fossimo nel vecchio west.

Ricomincia il nostro folle tour, ci imbattiamo in bellissime strutture di ghiaccio qua e là fino ad arrivare alla cattedrale di Yakutsk, in tipico stile russo. Ci concediamo anche il lusso di una passeggiata sul fiume Leno, che in inverno è completamente congelato e troviamo anche delle barche intrappolate nel ghiaccio. Chiudiamo il nostro tour al museo della Storia Naturale di Yakutsk, dove sono custoditi scheletri di dinosauri, manufatti delle antiche popolazioni e alcuni dei minerali che si possono trovare in Yakutia, la regione dove sorge Yakutsk.

E’ tempo di ritornare a casa. Vabbe’, i nostri sogni di gloria sono rimasti nel cassetto, non siamo ritornati ricchi e non abbiamo recuperato neanche un misero diamante. Ma è stata una bella esperienza, abbiamo visto gli abitanti come fanno a sopravvivere a -40 gradi e abbiamo aumentato il nostro bagaglio di esperienza. Non il nostro conto in banca, ma non si può avere tutto…

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