Forte di Fenestrelle, cosa fare e cosa vedere

Monica

Forte di Fenestrelle, origini, storia e utilizzo della più grande muraglia piemontese.

Forte di Fenestrelle, cosa fare e cosa vedere

A pochi chilometri da Torino e più precisamente sul lato sinistro della Valle del Chisone, in località Fenestrelle, si erge in tutta la sua imponenza la “grande muraglia piemontese”. L’appellativo rimanda immediatamente alla più grande muraglia mai edificata dall’uomo: la Muraglia Cinese. Il collegamento non è infondato in quanto quella piemontese è la più imponente fortificazione alpina d’Europa, seconda nel mondo solo alla Muraglia Cinese. Un gigante armato, dalle dimensioni mastodontiche e una struttura articolata in tre diversi elementi il San Carlo, il Tre Denti e il Forte delle Valli.

Dal 1999 è diventata il simbolo della Provincia di Torino, nel 2007 il World Monuments Fund l’ha inserita nella lista dei 100 siti storico-archeologici di rilevanza mondiale più a rischio e, sebbene la sua fama non sia ancora paragonabile alla sua maestosità, Forte di Fenestrelle è un luogo da visitare e valorizzare perché rappresenta un esempio incredibile di architettura militare unico al mondo ed ulteriore testimonianza del grande valore culturale italiano.

Storia di Forte di fenestrelle

La fortezza di Ferestrelle fu commissionata da Vittorio Amedeo II e progettata inizialmente dall’ingegnere militare Ignazio Bertola con funzione di protezione; essa infatti si sviluppa lungo quello che un tempo era il confine franco-piemontese. Fu eretta dal XVIII secolo al XIX secolo, i lavori di costruzione iniziarono precisamente nella primavera del 1728 e si ci vollero ben 122 anni per terminarlo. Il complesso costituisce un progetto più ampio voluto dall’imperatore stesso per difendere la pianura torinese da eventuali tentativi francesi di invasione, includendo in tale progetto anche il Fort Mutin ed altre fortificazioni francesi. Per comprendere l’imponenza della realizzazione architettonica è necessario dare qualche informazione aggiuntiva sulla storia delle fortificazioni nella zona di Fenestrelle a partire dalla fine del XVII secolo.

L’inizio dei lavori

La Val Chiosone, con il suo restringimento nella zona di Fenestrelle, costituiva un punto particolarmente strategico tanto che il Re Sole, impegnato militarmente contro il Ducato di Savoia, per salvaguardare il suo esercito da un eventuale pericolo. ordinò la costruzione dell’imponente Font Mutin, a protezione del confine con il Ducato di Savoia. I lavori, iniziati nel 1694, furono completati nel 1705. La fortificazione fu coinvolta nella guerra di successione spagnola che vedeva i francesi e i Savoia su fronti opposti e, nell’agosto del 1708, le truppe di Vittorio Amedeo II conquistarono il bastione e l’alta valle, dopo un assedio durato 15 giorni.

L’ampliamento del progetto

L’accordo di pace che ne conseguì ovvero il trattato di Utrecht del 1713, spostando il confine tra la Francia e il Ducato di Savoia, assegnò la Val Chiasone a quest’ultimo. Vittorio Emanuele II, poi, non ritenendo sufficiente il Font Mutin, ordinò l’ampliamento del progetto che vide realizzato solo in parte perché abdicò nel 1730 a favore del figlio Carlo Emanuele III, incaricandolo della prosecuzione dell’opera.  A Ignazio Bertola si susseguirono diversi altri ingegneri e architetti militari, tra cui si ricordano: Vittorio Amedeo Varino de La Marche, Lorenzo Bernardino Pinto, Nicolis di Robilant e Carlo Andrea Rana. Tra il 1836 e il 1850, l’ormai obsoleto e pericolante Fort Mutin venne sostituito con la realizzazione della Ridotta Carlo Alberto posta a cavallo della strada risalente la valle,  al fine di proteggere il fondovalle da eventuali azioni nemiche.

Potenziamento e ammodernamento

Nel XIX secolo, dopo la proclamazione del Regno d’Italia, tra il 1874 e il 1896 la fortezza venne ulteriormente potenziata ed ammodernata al fine di ospitare nuovi e più grandi cannoni. Nel 1882, anno in cui l’Italia firmò il patto della Triplice Alleanza, la zona di Fenestrelle e dell’Assietta venne militarmente potenziata con l’aggiunta di altri avamposti tra cui si ricordano il Forte Serre Marie, la Batteria del Gran Serin. Successivamente, fin dopo la fine della prima guerra mondiale, il forte di Fenestrelle fu la sede del Battaglione alpino “Fenestrelle” inquadrato nel 3º Reggimento Alpini.

I danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale

La fortezza non fu mai coinvolta in episodi bellici particolarmente irruenti, solo nel corso della Seconda Guerra Mondiale nel luglio del 1944, la parte orientale della Ridotta Carlo Alberto venne fatta esplodere dai partigiani allo scopo di rallentare l’avanzata delle truppe nazi-fasciste nelle vallate alpine.  All’indomani della guerra la struttura venne depauperata del suo ruolo militare e subì i danni dell’abbandono. A partire dal 1990 però, grazie all’azione di un gruppo di volontari dell’Associazione Progetto San Carlo, è iniziato il recupero della struttura: oggi Forte di Fenestrelle è un complesso monumentale aperto al pubblico, al suo interno vengono organizzate visite guidate, rappresentazioni teatrali e culturali ed è diventato un luogo d’interesse per turisti e studiosi che attraverso le sue mura vogliono assaporare il fascino e i misteri della Storia

Utilizzi del forte di fenestrelle

Il forte fu sempre un presidio militare e mantenne costantemente la sua funzione di sentinella e baluardo difensivo ma fin dalla sua costruzione, svolse un ruolo principalmente detentivo e servì a prigione di stato, prigione comune e prigione militare. Le stanze dei suoi palazzi furono spesso adibite a celle di detenzione per personaggi di prestigio, mentre i cameroni delle caserme ospitarono i cosiddetti detenuti comuni: oppositori di Napoleone, mazziniani, persone condannate per reati vari, militari rei di gravi trasgressioni e, da non dimenticare, un migliaio di soldati del conquistato Regno delle due Sicilie che vi rimasero circa un mese prima di essere inseriti nel nascente Esercito Italiano. Un esempio emblematico è rappresentato dal cardinale Bartolomeo Pacca che, separato da Pio VII, fu tenuto qui prigioniero dell’esercito di Napoleone dall’agosto 1809 al gennaio 1813.

Descrizione della muraglia piemontese

La costruzione si presenta come un insieme ininterrotto di strutture fortificate e si sviluppa su un’area complessiva di 1.350.000 metri quadrati, per una lunghezza di oltre 3 chilometri e su un dislivello di 635 metri. Nella fattispecie è formata da 3 forti e 7 ridotte, uniti ed indipendenti fra loro, collegate da spalti, bastioni, e lunghissime scale: la “Scala Coperta”, lunga 2 chilometri con 4000 gradini e la “Scala Reale”, che si estende a cielo aperto per 2500 gradini e regala una vista panoramica sul paesaggio circostante.  Percorrendo la fortezza si ha la sensazione di tornare indietro nel tempo, immersi in una natura di straordinaria bellezza e ammaliati dal maestoso fascino architettonico.

Video correlato

Fonte immagine: youtube

Ultimo aggiornamento il mer 6 novembre 2019 22:36
LASCIA UN COMMENTO »